Mai dimenticare Grice
Postato il
10 Giugno , 2009
Filed Under Macchie |
Laura si chiedeva come sarebbe stato.
Quando era entrata, l’aula era ancora vuota, le sedie di stoffa blu aspettavano in cerchio i suoi…studenti? poteva chiamarli veramente così?
In fondo erano solo ragazzi che avrebbe visto per la prima volta e forse mai più incontrato; ragazzi di chissà quale parte del mondo che di lì a poco sarebbe arrivati per la lezione di “conversazione”.
-Conversazione e non grammatica- le aveva precisato qualche giorno prima il direttore della scuola quando le aveva chiesto di fare quella sostituzione - in questa scuola ci teniamo a distinguere le ore in cui la lezione è dedicata alla sola grammatica e quelle dedicate alla conversazione.
Laura si era chiesta se fosse davvero possibile dividere così nettamente le due cose; per fare grammatica c’è bisogno di fare conversazione e, d’altra parte, non è forse vero che saper fare conversazione significa anche sapere usare la grammatica?
E non pensava tanto alla grammatica che si impara a scuola, ma a quella grammatica fatta di regole non scritte, quelle che nessuno mai si prende il tempo di insegnarti , che si imparano solo violandole e spesso con le conseguenze più imbarazzanti.
“Basta.” -come al solito il cervello cominciava a vagare- “pragmatica! ricordi? c’è il direttore di una scuola di italiano per stranieri, uno dei tanti a cui hai presentato il tuo curriculum che finalmente ti chiama per la tua prima lezione- vabbè sostituzione- e che fai? ti metti a fare la precisina come sempre?”
-Va benissimo Dott.Moretta, ne terrò conto nel preparare la lezione: niente grammatica, solo tanta conversazione
-Tanta…. un’ora e mezzo! e mi raccomando di rientrare nei tempi; gli studenti hanno bisogno della pausa.
Era comprensibile… ragazzini di vent’anni, in vacanza a Roma, in giro giorno e notte, con il solo obbligo di un corso d’italiano da frequentare per tre ore al giorno- se gli tocca anche la grammatica- potrebbero mai perdere anche solo qualche minuto della loro meritata pausa?
- Certamente Dott.Moretta.
- E mi raccomando, gli studenti si aspettano materiale autentico come spunto per la conversazione .
Benissimo.Materiale autentico; magari avrebbe potuto registrare la conversazione di ieri sera con Marco.
Lui le stava parlando dell’ultimo film visto e lei, del tutto incurante delle “regole”, lo interrompe per ricordargli di come era bello quando si precipitavano da due capi opposti della città per incontrarsi all’ultimo minuto davanti al cinema sotto casa .
A quel punto, dopo un sonoro silenzio come unica risposta, cari ragazzi- avrebbe potuto dire ai suoi studenti- eccovi la prova che avete appena violato una di quelle regole, una massima della conversazione, quella che Grice avrebbe chiamato “di relazione”: “sii pertinente, il contributo informativo di un enunciato deve essere pertinente con la conversazione”.
Pertinente! se qualcuno, in particolare il vostro ex con cui fate finta da mesi di essere solo buoni amici, vi sta raccontando di un film, il vostro contribuito alla conversazione dovrebbe consistere in domande sulla trama, gli attori, la colonna sonora e non in un romantico ricordo non “pertinente”.
Forse per gli stranieri tutto questo sarebbe stato autentico ma decisamente troppo; meglio ripiegare, da brava precisina, su un articolo di giornale, un qualche tema di attualità, pensare già a tutte le possibili domande e alle dovute risposte, alle eccezioni e alle loro controeccezioni, confezionare il tutto in un schema dettagliato e chiudere. Così come avevo chiuso e archiviato la conversazione con Marco sotto la voce, ormai sempre più sostanziosa, “errori di comunicazione da non ripetere più”.
-Scusi è qui la lezione di conversazione?
Quella voce dallo strano accento italiano, la riportò di nuovo nell’aula, davanti ad un gruppetto di teste bionde, converse colorate, occhi a mandorla che ora si affacciavano sulla porta, mentre dietro il rumore di altri passi si affrettava al suono della campanella d’inizio lezione.
- Si, prego ragazzi entrate pure, io sono Laura, per oggi sarò la vostra insegnante di conversazione.
Le venne da sorridere… “insegnante di conversazione”….chissà se Grice sarebbe stato d’accordo.
Maria Fusco
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…bello bello bello. minimalista come piace a me.
aspettiamo con ansia il prossimo