Padre Nostro

Postato il 22 Maggio , 2009
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«Ma come, lei non ha un conto in banca?»

«Esattamente, non ho un conto in banca. »

«…»

«…»

«Scusi, perché non se ne apre uno? »

«Scusi lei, come farei ad aprirne uno? »

«…»

«…»

«È l’evoluzione dell’uomo e della specie ad imporcelo. »

«Per il momento, proprio perché sono una persona evoluta  o meglio, educata, mi impongo di non dirle a chiare lettere perché non posso aprirmi un conto in banca! »

«…»

«…»

Certo, arrivare alla veneranda età di 26 anni e non possedere un conto corrente bancario è cosa assai curiosa. Diciamolo chiaramente: è cosa grave. Ricordo ancora con emozione la prima volta in cui mi chiesero l’Iban e lo stupore della malcapitata persona cui dovetti ammettere con rammarico e vergogna la mia terribile verità (dopo essermi adeguatamente informata su cosa fosse):«Ehm, no, non ho un conto in banca.»  La memoria riecheggia parole che rimbalzano ancora vive nel cervello, espandendosi in suoni lunghi, cupi ma distinti: N o N h O u N c O n T o I n B a N c A… e giù una serie infinita di ululati da fantasma formaggino dei poveri. Come si fa a condurre e gioire di una esistenza terrena, ergo materiale, ergo consumistica, senza disporre di uno strumento che semplifichi la gestione del denaro e  al contempo consenta la raccolta dei risparmi destinati a fronteggiare le spese correnti? Come si fa ad arrivare a 26 e dico 26 anni senza poter scandire in modo del tutto naturale cifre che costituiscono una geniale combinazione dei preistorici codici ABI e CAB? Non avendo, per l’appunto, nulla da semplificare, tantomeno da scandire. Grazie all’ indisponibilità di una cospicua mole di denaro da gestire e grazie all’assenza di  una impellente esigenza di risparmio, le spese correnti vengono fronteggiate attraverso transazioni elementari come aprire il portafogli e versare alla persona preposta il denaro sufficiente all’espletazione della transazione. Se poi mi è qui consentito scendere in triviali dettagli - e prego coloro che hanno già assunto espressioni di disgusto di non proseguire la lettura - non trafficando una mole di denaro atta a rimpinguarsi ciclicamente (circa una volta al mese, proprio come uno stipendio), dunque non dinamica bensì “stitica”, luoghi deputati al risparmio letteralmente “autogestito”, sono ancora per il momento i libri: tra le pagine di manuali che mai oserei aprire se non per un controllo veloce degli emolumenti risparmiati, spunta una busta bianca contenente qualche biglietto verde o arancione del valore di cento e cinquanta euro. A fine anno, Italo Svevo non pretende spese di gestione dall’altro mondo, impegnato com’è nel fare ancora i conti con la Coscienza di Zeno. E i soli interessi prodotti e capitalizzati sono sempre gli stessi: recitare la solita, mesta, preghiera.

 

Padre Nostro che sei nei cieli,

fa che io possa avere un lavoro regolato da un contratto

capace di assicurarmi una retribuzione  mensile

continua, la quale  mi infonda il giusto ottimismo

per aprire  un conto in banca  senza l’affanno

di sapere se e come poterlo sostenere in futuro.

 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

cioè  fa che io possa trovare soddisfazione nella  professione cui accedo

 attraverso  un contratto stage, perché  se sfortunatamente

 dovesse mancarmi codesta condizione, quale gratificazione

potrei avere nel  lavorare un minimo di 8 ore al giorno per 400 euro

 di rimborso spese mensile a Milano, città così parca nei costi e

nell’atmosfera discretamente  respirabile?

 

Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori:

 se tu dovessi farmi avere un lavoro con le sopraesposte condizioni

 ed io potessi quindi essere dotata di tutti i crismi

imposti  dal buonsenso per aprire un conto in banca, sarei

ben lieta di fornire a quel  datore di lavoro che mi retribuisce

400 euro per un contratto a progetto, un  vituperato codice Iban.

  

E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male

quando alla prossima  domanda sul perché io non sia correntista

sia correntemente portata  a rispondere, non insistendo con  eventuali

giustificazioni sulle mie personali scelte di vita

e prevenendo opportune precisazioni sulle  presunte

evoluzioni della specie:

 

«Scusi, perché non se ne apre uno? »

«Perché sono cazzi miei!»

 

Non  indurci in tentazione, ma liberaci dal male.

Amen.

Silvia Borrelli

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Commenti

2 Responses a “Padre Nostro”

  1. Guido Sperandio su 22nd Maggio, 2009 16:55

    Originale, divertente, simpatico.
    Comunque, cara Silvia, tu l’hai almeno uno scopo nella vita: l’IBAN appunto. (Pensa a Bill Gates… che miseria!)

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  2. Silvia su 21st Giugno, 2009 20:34

    Guido caro,
    il mio scopo non è l’Iban ma la certezza che Dio esista: altrimenti chi ascolterebbe la mia preghiera?
    (Io penso a Bill Gates molto più di quanto lui&Melinda pensino a me, accidenti!)
    S.

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