In punta di piedi

Postato il 16 Febbraio , 2009
Filed Under Schizzi - In punta di piedi |

(Nota: “In punta di piedi” è un progetto di Teatro e musica scritto da Maurizio Capuano su ispirazione delle canzoni dei “Dulevand”. Sarà proposto in dieci singole parti ognuna delle quali accompagnata da un brano musicale)

Ascolta il brano “Valzer dei re minori - DULEVAND”

Valzer dei re minori

 

Sono partito lasciando tutto quello che ero stato fino a quel momento. Ho abbandonato luoghi, voci, suoni, colori, odori, amici che per anni hanno fatto di me quello che sono adesso. Sono partito perché tutto era diventato una rete troppo stretta e aderente eppure troppo facile da dipanare; ormai ne conoscevo ogni nodo, ogni trama. Teresa già da troppo tempo mi ripeteva come una nenia la stessa frase: “Sei qui con il corpo, ma la testa è da un’altra parte.”, ma ho sempre avuto la voglia e la capacità di tranquillizzarla per risponderle che non c’era niente che non andasse, era solo un periodo più duro di altri e soprattutto: “Tranquilla non c’é nessun’altra che te nella mia vita.” Sapevo di mentire. Ormai tra noi due si era insinuata questa maledetta voglia di azzerare tutto e ricominciare, lontano da lì e anche lontano da lei. Dovevo solo trovare il coraggio di farlo, ma il coraggio non è come la panna che monta, monta, monta. Il coraggio è una qualità che non ha mai fatto parte del mio personale corredo; non mi è mai servito. Ho sempre evitato momenti o situazioni che lo richiedessero come alleato; vigliacco si dice di chi coraggio non ne ha, non mi ci sono mai sentito, sono stato abile a camminare su strade parallele e più comode. Ma a questo punto la comodità non mi tranquillizzava più, tanto meno mi faceva sentire migliore di altri. Cercavo me stesso e per farlo dovevo togliermi di dosso tutte le zavorre raccolte e collezionate per anni; quello che avevo salvato di me era lì; in quella valigia appoggiata sul letto. La vita di ognuno è fatta di cose, di possesso. Ci si danna l’esistenza per inseguire e rincorrere questo pensiero, per avere l’illusione di un effimero benessere; più si ha la capacità di accumulare, di apparire, tanto più gli altri ci considerano. Adesso invece, per ricominciare serve poco e quella valigia così grande e così vuota me lo ricordava. Era stata dura guardare negli occhi Teresa e comunicarle la mia decisione senza amettere nessuna altra soluzione. Ma lo aveva capito; me lo disse ancora prima di terminare la recita che la mia parte imponeva. È così che la ricordo. Due occhi lucidi illuminati dal riflesso degli ultimi attimi di luce di un sole che ormai, come me, aveva solo voglia di far terminare quel giorno troppo lungo.

M.C.

 

VN:F [1.0.9_379]
Rating: 3.4/5 (5 votes cast)

Commenti

Lascia un commento