Diario di un narcolettico

Postato il 17 Dicembre , 2008
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(Nota: l’autore di questo diario, Checco Cipriani, è purtroppo affetto da una grave forma di narcolessia che gli provoca improvvisi e incontrollabili attacchi di sonno ogni qualvolta prova emozioni troppo forti quali rabbia, sdegno, sconforto).

G_ e A.Festa

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Oggi in pausa pranzo io e Giada, la mia vicina di gabbiotto al lavoro, siamo andati come ogni mercoledì dal cinese. Il cinese che da un po’ di tempo si è messo a fare anche il giapponese e il romano, tanto per arrotondare. Così ci siamo presi degli involtini primavera e un abbacchio con contorno di daikon. Giada ha un modo molto carino di masticare, mette sempre la mano davanti alla bocca, come se stesse per trattenere uno sbadiglio, o un urlo. Lo fa anche quando sorride. Verrebbe da pensare cha ha dei brutti denti, ma invece Giada ha dei denti, e delle labbra, incantevoli, e se lo fa probabilmente è proprio per evitare che io mi innamori troppo di lei. Su un lato del locale c’era un televisore sintonizzato su raidue, e il suo chiacchiericcio di sottofondo mi arrivava violento alle orecchie. L’udito è il senso più bastardo che ci sia. Gli occhi li puoi chiudere, le mani le puoi stringere, il naso lo puoi tappare, la bocca la puoi  coprire come fa Giada, ma le orecchie non le puoi mai otturare completamente. Qualcosa ti arriva sempre. Al telegiornale c’era Brunetta che zzzzzzzz

 

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Commenti

One Response a “Diario di un narcolettico”

  1. roberto su 19th Dicembre, 2008 17:43

    ma che si interrompe così? mi fate proprio incazzzzzzzzzzzzz………

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